Innovazione e cambiamento: energia, digitalizzazione e dimensione umana

Big Academy | Innovazione e cambiamento: energia, digitalizzazione e dimensione umana

Rivoluzione industriale, digitale e culturale: nuovi strumenti per migliorare la redditività delle aziende

La “nuova rivoluzione industriale” ha come obiettivo l’aumento della flessibilità ed efficienza dei processi produttivi, in modo da supportare una migliore redditività delle aziende e favorire il reshoring della produzione. Questo obiettivo può essere raggiunto solo tramite un percorso di innovazione olistico in grado di sviluppare nuove opportunità di business e migliorare l’efficienza generale dei processi manifatturieri coinvolti. Il passo iniziale di molti di questi processi di innovazione è lo sviluppo di modelli di comportamento del processo, sia basandosi sulla fisica del processo stesso che su i dati raccolti da una rete di sensori installati nel sistema di produzione. La scelta dei sensori dipende fortemente dalla tipologia di processo utilizzato: non esistono delle soluzioni valide per tutti ma è richiesto uno studio preliminare per definire quelle più opportune.

Nell’ambito dei singoli moduli, oltre alla trattazione teorica degli approcci di riferimento, saranno presentati anche degli esempi pratici di applicazione, per far comprendere come tali approcci possano essere implementati in azienda.

I moduli:
9 Ore
Digitalizzazione e intelligenza artificiale
La digitalizzazione e l'implementazione dell'Intelligenza Artificiale (AI) stanno trasformando i processi aziendali, offrendo opportunità senza precedenti per migliorare l'efficienza e generare valore. L'AI può essere applicata in diversi ambiti, grazie allo sviluppo di reti neurali personalizzate e addestrate su casi d'uso specifici. Dalla manutenzione predittiva in ambito industriale, che previene i guasti prima che si verifichino, all'ottimizzazione delle catene logistiche tramite algoritmi di machine learning, l'impatto è concreto e misurabile. A monte, il successo di questi strumenti passa per una stretta collaborazione tra team tecnici e reparti operativi, al fine di identificare e definire i dati più rilevanti da utilizzare per l'addestramento dei modelli. A valle, invece, il cambiamento si manifesta nei processi decisionali, resi più agili e informati grazie alla capacità dell'AI di analizzare enormi quantità di informazioni in tempo reale. Per questo motivo, l'adozione di tecnologie avanzate deve essere accompagnata da un cambio culturale all'interno dell'azienda, che renda la digitalizzazione una competenza diffusa e parte integrante della strategia aziendale.
Gianni Campatelli
UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Luca Ronchini
THALES
9 Ore
Gestione dell'innovazione e transizione energetica
Il mondo di oggi sta testimoniando un periodo di profondi cambiamenti e una velocità del progresso tecnologico senza precedenti nella storia dell’umanità. In questo modulo si analizzano le forze che stanno spingendo il mondo in questa rapida accelerazione dello sviluppo tecnologico e gli strumenti per gestirla. Tra le varie forze che spingono questa rapida evoluzione, la transizione energetica gioca un ruolo dominante, portando con sé piattaforme tecnologiche lontane da quelle tradizionali e che quindi richiedono conoscenze di base dei mercati. Si richiede per questo che partner di natura radicalmente diversa (corporate, PMI, start-up, università e centri di ricerca) collaborino tra loro, creando un ecosistema che rende estremamente complessa la gestione dei programmi e dei progetti. I nuovi strumenti di gestione dell’innovazione, mutuati soprattutto dall’open innovation, diventano una chiave fondamentale per gestire questa complessità, per creare un ecosistema funzionale alla transizione energetica e aiutare tutti i partecipanti a estrarre valore da questo sforzo mondiale verso la decarbonizzazione. In questo modulo si approfondisce il ruolo che le PMI possono giocare in questa trasformazione (ad esempio per la parte di componentistica) anche grazie a nuovi filoni di business collegati ai prodotti energetici (componenti hardware, software, nuove tecnologie) e orientati verso una produzione ad impatto sostenibile.
Alberto Babbini
BAKER HUGHES - NUOVO PIGNONE
Alessandro Bianchini
UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Paolo Noccioni
BAKER HUGHES - NUOVO PIGNONE
La dimensione umana al centro di nuovi paradigmi tecnologici
Questo modulo parte dall’osservazione che la trasformazione digitale non è solo questione di strumenti e procedure, in quanto con essa cambia il modo in cui pensiamo, decidiamo e ci relazioniamo. Il percorso proposto usa la filosofia per interrogare criticamente cosa significhi innovare, quali responsabilità comporti e come evitare di subire passivamente i cambiamenti tecnologici. Il quadro teorico si muove tra epistemologia dell’innovazione per capire come nascono e si affermano nuovi paradigmi tecnologici e filosofia della tecnica per riflettere sulle conseguenze del rapporto tra persone e macchine. L'obiettivo è imparare a fare le domande giuste: quali valori incorporiamo nelle tecnologie che adottiamo? Come cambia il senso del lavoro? Cosa perdiamo e cosa guadagniamo? Il fine è quello di sviluppare uno sguardo più lucido e meno ingenuo sulla digitalizzazione, capace di distinguere tra innovazione autentica e semplice accelerazione, tra possibilità reali e promesse vuote. Perché una transizione sostenibile non può prescindere dal benessere delle persone e da un equilibrio tra efficienza e senso, tra velocità e riflessione.
Roberta Lanfredini
Università degli studi di Firenze
9 Ore
Sustainability & circular economy management
Con il termine “economia circolare” si intende un modello di produzione e di consumo che prevede la condivisione, il noleggio, il riutilizzo, la riparazione, la ristrutturazione e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti con l’obiettivo di allungarne il ciclo di vita e ridurre al minimo i rifiuti ed il consumo di materie prime. L’Unione Europea (che produce più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti ogni anno) sta aggiornando la sua legislazione sulla gestione dei rifiuti per promuovere il passaggio a un modello più “circolare” (vs il modello economico tradizionale lineare basato sul “take-make-consume-throw away”) con l’obiettivo di ridurre la pressione sull’ambiente, il rischio di approvvigionamento di materie prime, aumentare la competitività, stimolare l’innovazione e la promozione della crescita economica. Se a questo si aggiunge una crescente attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e sociale da parte dei consumatori finali, è facile intuire come le aziende che sapranno implementare business model circolari e migliorare il livello di “circolarità” delle filiere e degli “ecosistemi” in cui operano, godranno di un vantaggio competitivo nel prossimo futuro. Questo modulo si propone di introdurre i principi, gli approcci e gli strumenti per rendere tutto questo fattibile ed applicabile all’interno dell’impresa.
Nicla Pucci
KME
Filippo Visintin
UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Francesco Grasso
UNIVERSITÀ DI FIRENZE
Martina Conti
BAKER HUGHES - NUOVO PIGNONE

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