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Focus On: Operations

Abbiamo chiesto al Professor Mario Rapaccini, docente di Gestione dell’innovazione, Strategia d’impresa, Economia e organizzazione aziendale presso la Scuola di Ingegneria dell’Università di Firenze, nonché referente per la macroarea BiG “Operations” di spiegarci gli aspetti fondamentali affrontati nel nostro Corso.

Innanzitutto Professore, ci spiega di cosa tratta la macroarea Operations?

All’interno di BiG Academy questa è l’area tematica con una natura più operativa. E’ pensata per fornire le conoscenze utili a migliorare la gestione delle attività aziendali: quelle relative al service, alla supply chain (produzione e logistica), alla gestione dei progetti e ai sistemi normativi (adeguamento e rispetto degli standard certificativi).

Esistono dei ‘buoni’ modelli di gestione indipendentemente dal tipo di impresa e di settore?

Esistono modelli, metodi, strumenti e tecnologie che è possibile adattare a diversi bisogni e problematiche. Non basterebbe però un corso di Ingegneria gestionale per approfondirli tutti! Quello che facciamo in BiG Academy è illustrare un ampio spettro di best practice per creare consapevolezza rispetto alle soluzioni che è possibile vagliare nel caso si presentino determinate situazioni, problemi, rischi.

Quanto è importante avere questa consapevolezza?

E’ fondamentale se si vuole perseguire l’eccellenza operativa (Operational Excellence), che è una leva competitiva molto forte. Purtroppo spesso gli imprenditori non hanno formazione specifica su questo, con il risultato che nelle PMI non vengono impiegate risorse e figure adeguate. Ciò può rivelarsi molto rischioso anche per l’innescarsi di un circolo vizioso: pur avendone bisogno, queste realtà diventano sempre meno attrattive per figure professionali evolute.

Possiamo dire quindi che l’eccellenza operativa è connessa allo sviluppo organizzativo…

E’ così, infatti con i colleghi di BiG Academy abbiamo concepito l’area “Operations” come strettamente connessa anche ai moduli sulla strategia, sullo sviluppo del business e lo sviluppo organizzativo. Il valore aggiunto di BiG Academy è proprio questo: concepire le aree formative in modo complementare affinché siano chiare le interrelazioni esistenti e l’importanza di ricercare sempre una visione d’insieme.

Può spiegarci che ricadute pratiche ha questo?

Più strumenti e metodi operativi conosce un manager, più sarà capace, sulla base della strategia aziendale, di scegliere quelli adeguati. Questo significa saper connettere la parte strumentale di efficientamento dei processi, con quella strategica, di sviluppo competitivo e crescita del business.

Quanto è diffusa questa ‘cultura’ nelle PMI del territorio?

Attualmente tra le imprese del nostro territorio esiste una sorta di gap culturale: i settori più tecnologici (tradizionalmente, quello meccanico ed elettronico) sono stati trainati dal paradigma 4.0 ed hanno introdotto nuove professionalità dedicate all’innovazione e digitalizzazione dei processi; questo ha facilitato lo sviluppo di buone pratiche e l’efficientamento; in altre industry (ad esempio quelle basate su filiere più frammentate, come il tessile moda abbigliamento) le PMI hanno ancora un livello di maturità non adeguato, processi meno strutturati, maggiore disorganizzazione e controllo delle performance operative. Questo in generale, poi è ovvio che vi sono delle interessanti eccezioni.

Cosa può spingere una PMI a compiere questa evoluzione?

Di solito le PMI non recepiscono l’urgenza in modo spontaneo e proattivo, tanto più se l’impresa è ancora redditizia. Il fattore scatenante può arrivare dalla grande azienda dominante, il committente, il brand che domina la filiera, che a fronte di cambiamenti normativi, di prodotto o di tecnologia, chiede a tutti i partner di adeguarsi a nuovi standard qualitativi e di processo. Ma questo passaggio può diventare molto critico se al proprio interno non si hanno le figure e la consapevolezza necessaria a interpretare bene questo cambiamento. In questo caso il modello di sviluppo può e deve essere di natura collaborativa, tra la grande e la piccola impresa, esattamente come nel paradigma BiG Academy.

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