Da sempre, e a maggior ragione in questo frangente storico che registra continue instabilità a livello geopolitico e quindi nei mercati, come ACSI-BiG Academy ci interroghiamo su quali siano le competenze necessarie per restare competitivi, adattarsi al cambiamento e continuare a creare valore per le imprese e sul territorio. Il 15 aprile, nella Giornata Nazionale del Made in Italy, abbiamo scelto di aprire un confronto proprio su questo organizzando un nuovo appuntamento de La prossima Impresa e incentrandolo sulla problematica del mismatch tra formazione acquisita e competenze richieste dal mercato del lavoro.
Ad inquadrare lo spessore e il peso della questione ci hanno aiutato gli interventi di Paolo Quercia, Dirigente del Centro Studi e Analisi del Dipartimento politiche per le imprese del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e di Giuseppe Salvini, Segretario Generale Camera di Commercio di Firenze, che hanno condiviso analisi e numeri riferiti rispettivamente al contesto nazionale e regionale.
Secondo il Libro Bianco MIMIT, presentato da Paolo Quercia, dal 2000 al 2024 gli occupati in professioni qualificate sono aumentati del 45%. Il dato però non riesce a colmare il reale bisogno di competenze avanzate, tecniche e trasversali espresse dal manifatturiero italiano che soffre di questa carenza con conseguenze negative su tutta l’economia (rappresentando il 79% dell’export del nostro Paese).
E basta un focus su una singola regione per rendere evidente il mismatch: nel primo trimestre 2026 in Toscana si sono contate circa 107 mila posizioni lavorative potenziali aperte ma la maggior parte di queste (oltre il 50%) rischia di rimanere scoperta per l’assenza di profili e competenze adeguati (dati CCIAA Firenze).
A questo si aggiunge un altro dato significativo: il rallentamento della spinta dei giovani a fare impresa. Secondo i dati della Camera di Commercio, le imprese guidate da Under 35 risultano oggi il 28% in meno rispetto a dieci anni fa. Un dato che la demografia contribuisce a spiegare, ma che richiama anche la necessità di costruire un contesto più favorevole per chi vuole avviare nuovi progetti, innovare e creare lavoro. “In un sistema produttivo come il nostro, fondato sulle 5A del Made in Italy (agroalimentare, abbigliamento, arredamento, automazione e automotive) – spiega Salvini – la questione non è soltanto formare di più, ma formare meglio e in modo più connesso ai bisogni reali delle filiere”.
Il tema della connessione ha fatto da sfondo a tutta la giornata e da più parti è stata ribadita l’importanza di fare rete dal momento che nessun attore da solo è in grado di fronteggiare e risolvere una problematica così complessa e di origine sistemica.
Maurizio Bigazzi, Presidente di Confindustria Toscana, ha ribadito questa esigenza richiamando due parole chiave: metodo e merito. “Metodo – spiega – perché non è più possibile immaginare mondi separati tra scuola, impresa e territori. Merito, perché solo avendo il coraggio di ripensarsi e orientarsi nel futuro sarà possibile competere in un contesto globale sempre più frammentato”.
In questa direzione si inserisce anche il lavoro delle Casa del Made in Italy che, come ha ricordato Carmela Smargiassi, Dirigente Casa del Made in Italy di Firenze, nascono come spazi di connessione tra giovani, imprese e istituzioni, capaci di trasformare il dialogo tra pubblico e privato in opportunità di crescita e orientamento.
Il mismatch riguarda tanto le competenze tecniche quanto quelle manageriali che incidono sul tema più generale della “cultura industriale” poiché, come ha ricordato Paolo Ruggeri, Presidente di ACSI – BiG Academy: “Per fare industria serve innanzitutto la cultura del fare industria”.
Sull’importanza delle competenze trasversali e del ruolo strategico e propulsivo che l’alta formazione può avere si è parlato con alcuni dei rappresentanti delle organizzazioni socie di ACSI-BiG Academy: Paolo Noccioni, Presidente Nuovo Pignone – Baker Hughes, Donato Amoroso, CEO e Country Director Thales Italia, Serena Porcari, Presidente e CEO Dynamo Academy e CEO Fondazione Dynamo Camp ETS, Milco Fabiani, Cyber & Security Solutions – SVP Leonardo, Attila Kiss, CEO Gruppo Florence hanno sottolineato i benefici che in questi anni il percorso formativo ha portato non solo ai singoli individui che vi hanno partecipato ma anche ai team in azienda e ai docenti aziendali che hanno avuto l’opportunità di sistematizzare e divulgare il proprio sapere (opportunità non sempre frequente nel quotidiano in azienda), e avere uno scambio arricchente con manager più giovani di settori e ambiti totalmente diversi rispetto al proprio. Condividere questa varietà e ricchezza si è dimostrato essere uno dei modi più efficaci per affrontare la complessità. Anche Alessandra Petrucci, Rettrice Università degli Studi di Firenze, ha confermato il carattere innovativo di BiG Academy e la possibilità di renderla un’esperienza replicabile.
Un altro punto centrale del confronto ha riguardato le ITS Academy e il cosiddetto “modello 4+2” che si intersecano con i percorsi di scuola secondaria superiore La riflessione, a cui hanno contribuito Luciano Tagliaferri, Direttore Generale USR Toscana, Ludovica Fiaschi, Presidente ITS Prime, Marialaura Cosimi, Vicepresidente Rete Nazionale ITS Italy e Francesca Balestri, Dirigente IS “Leonardo Da Vinci” di Firenze, ha toccato un altro aspetto importante: le scuole e le famiglie non possono essere lasciate da sole nel loro ruolo di orientamento e supporto ai giovani talenti. Per questo si rivela fondamentale attivare alleanze tra aziende e scuole così da co-progettare percorsi tecnico-professionali allineati ai fabbisogni delle imprese e indirizzare gli studenti verso l’orizzonte a loro più congeniale.
“In ITS Prime, dove il 90% dei diplomati trova lavoro al termine del percorso – afferma Ludovica Fiaschi, Presidente – i moduli formativi sono progettati sulla base degli input delle aziende con cui portiamo avanti un dialogo continuo. D’altra parte, come ente formativo, abbiamo ritenuto importante inserire anche insegnamenti di tipo più umanistico e speculativo, come ad esempio la filosofia, poiché il nostro obiettivo rimane prima di tutto quello di formare cittadini liberi e indipendenti”.
Dell’importanza di fare rete, ha parlato anche Alessandra Nardini, Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana che in apertura di giornata, ha detto: “Negli ultimi anni il PNRR ci ha permesso di fare investimenti importanti ma da ora in poi c’è bisogno che tutte le istituzioni, a vari livelli, si impegnino e siano coerenti per far crescere il settore formativo con investimenti strutturali se vogliamo davvero sostenere il Made in Italy”.
L’evento “La prossima Impresa – Connettere i saperi” si è svolto il 15 aprile presso l’auditorium del Florence Learning Center ed è stato organizzato da BiG Academy in collaborazione con la Casa del Made in Italy di Firenze, ITS Prime e Baker Hughes.