Roberta Lanfredini

Roberta Lanfredini è docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli studi di Firenze, dove insegna anche Gnoseologia, Didattica della Filosofia e Pensiero critico e strategie argomentative. I suoi ambiti di ricerca sono la fenomenologia, l’ontologia qualitativa, la teoria delle emozioni.  Dirige l’Unità di ricerca Qua-Onto-Tech e il Laboratorio congiunto Q-Lab insieme allo spin off di UNIFI Aeffective s.r.l. di cui è co-fondatrice. Entrambi si occupano di modellazione ontologica e automatizzazione dell’esperienza qualitativa.  Negli ultimi anni ha affiancato all’attività didattica e di ricerca il progetto RizomaF, in stretta collaborazione con un gruppo di giovani ricercatori e ricercatrici dell’Università di Firenze. Nodi del Rizoma sono la Collana Vite riflesse (Mimesis), il progetto d’Ateneo Navigare il futuro, il corso di perfezionamento post-laurea Filosofia IN pratica, che risponde all’esigenza di attivare, esercitare e strutturare le capacità di riflessione, co-progettazione e dialogo attraverso la pratica della facilitazione filosofica.   Ciò che accomuna tutte le attività citate è l’idea di filosofia applicata, una proposta in grado di tenere insieme la profondità e complessità del pensiero filosofico con il dinamismo e l’incertezza del mondo produttivo e sociale. L’obiettivo è formare una nuova figura culturale e professionale, il “Future Planner”, un mediatore concettuale e facilitatore filosofico capace di pensare, vedere, immaginare e agire in modo alternativo, con creatività e visione sistemica.   

Big Academy Roberta Lanfredini
I moduli:
La dimensione umana al centro di nuovi paradigmi tecnologici
Questo modulo parte dall’osservazione che la trasformazione digitale non è solo questione di strumenti e procedure, in quanto con essa cambia il modo in cui pensiamo, decidiamo e ci relazioniamo. Il percorso proposto usa la filosofia per interrogare criticamente cosa significhi innovare, quali responsabilità comporti e come evitare di subire passivamente i cambiamenti tecnologici. Il quadro teorico si muove tra epistemologia dell’innovazione per capire come nascono e si affermano nuovi paradigmi tecnologici e filosofia della tecnica per riflettere sulle conseguenze del rapporto tra persone e macchine. L'obiettivo è imparare a fare le domande giuste: quali valori incorporiamo nelle tecnologie che adottiamo? Come cambia il senso del lavoro? Cosa perdiamo e cosa guadagniamo? Il fine è quello di sviluppare uno sguardo più lucido e meno ingenuo sulla digitalizzazione, capace di distinguere tra innovazione autentica e semplice accelerazione, tra possibilità reali e promesse vuote. Perché una transizione sostenibile non può prescindere dal benessere delle persone e da un equilibrio tra efficienza e senso, tra velocità e riflessione.
Roberta Lanfredini
Università degli studi di Firenze

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